26 maggio 2007

Il Libro Nero - 2

Un altro estratto dal libro nero.
Ci sono cose che mi piacciono e cose che invece mi vergogno di aver scritto.
La cosa realmente interessante è il come (e il dove) e non il cosa: in un bar bevendo birra da solo.
La cosa coincide quanto basta con il mio stereotipo d'artista ad esaltarmi. Si, lo so, basta poco...

E comunque si, ce l'avevo su con il burino paesano con in bocca la lingua di una strafiga.
C'est la vie.

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Caro Stronzo,
non vorrei insultarti ma l'ho gia' fatto.
Caro Stronzo, dicevo, tu sei stato baciato dalla fortuna
. Creatura di terra, vivi guardando i sassi, verso il basso. Guardare sempre verso la punta dei tuoi piedi ti permette di vedere belle gambe, sinuose e belle e attraenti.
Calamite per gli ormoni.
Strada maestra verso il paradiso unico rimasto in terra.
Forse in quei momenti tu alzi lo sguardo mentre sono due i sospiri, e scorgi il seno, il duplice richiamo al bambino che non sei più e che forse non sei mai stato.
Io sono in un bar anonimo mentre gente sconosciuta mi passa accanto, bevo scrivendo ma tu accarezzi la pelle leggera e amata di un volto mai conosciuto. Sei felice e per l'ennesima volta raggiungi il tuo scopo, ti credi felice e il tuo appetito è soddisfatto.
La mia birra quasi finita mi ricorda la mia solitudine, e tra poco, dopo l'etilico nettare sara' il tmepo dela nicotina.
Mi acendero' una sigaretta, e mentre cercherai nuove gambe io aspirero' forte e contro il vento le stelle saranno solo per i miei occhi.

17 maggio 2007

Il Libro Nero - 1

Siccome che sono un artista, vado in giro con carta e penna e ogni tanto sporco la carta con la penna.
Ho deciso che non avendo nulla da scrivere, o non volendo scriverlo, intanto riempio lo spazio riportando quello che mi piace.

Non insultatemi troppo

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Una volta le chiese erano sempre aperte.
Oggi le pietre sacre, frutto degli architetti e delle menti terrene, sono chiuse a chiave.
la paura piu' forte della fede e il prete non puo' dare asilo al proprio prossimo per paura dello stesso.
E' questa l'epoca della paura, della sfiducia e del'orrore.
Le pietre rimangono fredde e si conservano.

Dopo Aprile arriva Maggio

E' dall'undici Aprile che non posto nulla. Oggi è il diciasette Maggio.

Un mese di silenzio.

La cosa non è strana di per se, puo' succedere, ma oggettivamente avrei un po' di cose da scrivere. Riflessioni sull'animo umano e cose del genere per lo piu'. Niente di che, ma qualcosa da scrivere l'avrei.

Pero' non la scrivo e sto qui a scrivere di quello che dovrei postare ma che non posto, mentre invece posto queste righe e non so spiegarmi il perché, la causa fondamentale per cui scrivo tutto questo e non quell'altro.

Ho in tasca un libro nero, forse dopo mangiato copiero' qualcosa qui sopra. O forse passera' un altro mese di silenzio.

Perché questo è lo stizza blog, e in silenzio la stabacca si gusta meglio, magari davanti ad un tramonto o un qualcosa, e da soli.

11 aprile 2007

Fatigato

E' sempre piu' difficile concentrarsi e dire qualcosa o scriverlo o anche solo pensarlo.
Questo quanlcosa è incredibilmente sfuggente, ci vuole metodo e attenzione, molta attenzione per vederlo, riconoscerlo e tenerlo. ne serve molta di attenzione e anche di fortuna ma non è impossibile e io continuo a sperare di trovare l mio qualcosa.
Metodo penso di averlo. in questo senso sono stato fortunato, ogni tanto di bisogno di chiudere tutto cio' che è fuori e starsene di per se aiuta. Stare da soli da tempo per pensare come normalmente non si riesce e anche "per trovare soluzioni migliori"* ai propri problemi.

Le cose passano appena sotto la superficie della realta'. Non che l'implicito sia delle nostre parole, delle nostre azioni o addirittura qualcosa che non ci appartenga, assolutamente, a benché implichi tutto questo è ancora qualcosa di più grande, immenso.
Qualcosa che striscia sotto il nostro naso e che noi non riusciamo a vedere.
Puo' essere la storia di qualcuno che conosciamo, o uno starnuto. puo' essere tutto ma non è niente che io abbia gia' incontrato. O meglio, l'ho visto di sfuggita ma non ho capito, sono stato preso di sorpresa.
Poca attenzione e tropo sonno, troppe volte. una stanchezza dentro che è difficile mandar via.

Ma la convinzione puo' spingere un uomo a fare qualsiasi cosa.
O almeno così avevo sentito dire.

*Fabrizio De André - Elogio alla solitudine (Dall'album "Ed avevamo gli occhi troppo belli") edito da "A" se non sbaglio

09 aprile 2007

Jack

08 aprile 2007

100° post

05 aprile 2007

Die Hard

03 aprile 2007

Inquietudine in televisione

Oggi ho visto la teleisione. La solita roba, nulla di nuovo se non una pubblicità.

Inizia. Siamo in un ufficio, scrivania, bell'uomo in giacca e cravatta, tutto bello rassicurante e luminoso. In basso a destra, decisamente troppo grosso, il numero verde.
Subito penso che sia il nuovo istituto di credito o come diavolo si chiamano. Insomma, quelli che ti fanno i prestiti ma non sono ne banche ne usurai. Usurai legalizzati forse.
Non importa, in ogni caso mi sbagliavo.
L'uomo inizia a parlare sorridente di un gruppo di case, villette subito mostrate in una povera ricostruzione tridimensionale, in posto tal dei tali a soli sette chilometri dal mare.
E fino a qui non c'è problema mi dico, qualcuno chiamera' il numero verde e se interessati chiederanno informazioni e con i loro soldi faranno felice qualcuno in giacca e cravatta e sorriso.

Ma non è finita.

"A soli sette chilometri ma tra soli quindici anni per via dell'innalzamento del livello del mare questo arrivera a pochi metri da casa vostra"

Io rimango a bocca aperta.

26 marzo 2007

Un appello di Gino Strada

Riporto dal blog di Grillo la lettera che lo stesso ha ricevuto da Gino Strada

"Caro Beppe,
siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi, responsabile afghano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah.
All'alba di martedì 20 è stato prelevato dai servizi di sicurezza afghani. Da allora nessuno di noi ha potuto vederlo né parlargli, nemmeno i suoi familiari. Non è stata formulata nessuna accusa contro di lui e non esiste alcun documento che ufficializzi la sua detenzione. Per ora: perché chi lo detiene ci ha fatto capire che le accuse, e le prove, si possono inventare.
Alcuni afghani, che lavorano nel luogo in cui Rahmatullah Hanefi si trova rinchiuso, ci hanno detto che si trova nella stanza degli interrogatori, dove lo stanno torturando con i cavi elettrici. Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Per questo Prodi mi ha più volte promesso di fare tutto il possibile per farlo tornare con noi. E invece sembra che tutto il possibile non sia stato fatto. Forse nemmeno una parte.
Chiediamo con forza l’intervento del Governo italiano, perché chieda ad alta voce la immediata liberazione di Rahmatullah Hanefi. Un amico, un prezioso collaboratore, che ora si trova in pericolo." Gino Strada

17 marzo 2007

Spaghetti town

12 marzo 2007

Si viaggiare, evitando le buche più dure...


Si parte con la scuola guida, tempo di rabbia e odio verso Guido, il mio istruttore.
Una fiat punto diesel, con tanto di aria condizionata e servosterzo che puntualmente, quando riprovavi per la seconda volta una manovra, spariva misteriosamente.



Opel Astra SW 1.900 benzina. La vera prima macchina, e anche adesso dopo un anno e mezzo di esperienze sulla strada rimane la macchina con cui mi trovo meglio. Le prime bvolte che potevo uscire ed essere autosufficiente. Le prime volte che ho rischiato veramente la vita. Le prime inchiodate, le prime sbocciate, il primo incidente (e, per ora, unico). Insomma, una grande macchina.





Terza macchina passata per le mie mani, la prima che ho gidato non mia: Opel Tigra della Chiara.
Una specie di giocattolino guidabile ad occhi chiusi.
Per eccelenza la macchina da donna.





E ora si arriva al boom: i mezzi della comunita'.
In primis il fantastico Doblo'.
La fiat ha messo a punto questo furgoncino pernsando senz'altro alla comodita'. Dimensioni decisamente contenute visto il genere e una maneggevolezza impressionante. un giocattolino anche questo. Solo che è un giocattolino di quelli divertenti... La seconda piu' potente mai vista sulla faccia della terra e poi via in quarta fino ai 120 orari senza superare i 3000 giri.


Ford Transit. Maledetto. Normalmente lo usano per andare a lavorare sui campi. Io lo uso per andare alla bas. basso, il sedile bloccato, cristo non ci sto dentro neanche a piangere. Odioso, lo uso il meno possibile... a parte questo, che è molto soggettivo, devo dire che come ogni altri mezzo grosso puo' essere divertente, se non picchi la testa mentre guidi.




Fiat Scudo. Come guidare una macchina molto grossa e non troppo potente. Niente di particolare, ne in bene ne in male.

Ah, visto che qui non occupo molto spazio ne approfitto... lo scudo e il transit immaginateveli molto piu' sporchi e vecchi e ammaccati



Potente, grosso, pesante, con un volante enorme che ci passeresti delle ore a girarlo tant'è bello. Signori, è il Ducato, Fiat Ducato.
Adoro questo furgone. Trovatemi un altro mezzo che vi fa sentire così tanto la strada, che vi da la stessa sensazione di controllo. No, non c'è, ve lo dico io. E poi il motore del ducato... che motore! anche se gia' a 60 all'ora ti sembra di andare veloce vista tutta la massa in movimento, si puo' tirare senza problemi, e maledizione se tira! Sì, sono innamorato di questo ammasso di metallo.



La', sui campi col vanette
col Gallo e con Lucien...

Il mezzo storico della comunità, vecchissimo, stranissimo. Ho avuto modo di guidarlo una sola volta ed è stata un'esperienza. Insomma, immaginatevi una macchina pensata negli anni settanta dai giapponesi. Ecco, un poco più assurdo e fuori dal mondo.






Il pandino storico. La macchina di latta. Uno scatolotto assurdo, la macchina piu' vuota del mondo. tutti sanno cosa è, non c'è bisogno che ne parli.









Per ultima la mia macchinina, quella che uso sempre. Fiat punto sx. Sasha per gli amici.
1100 benzina. ha 10 anni, quasi 11, niente servosterzo e niente musica. non supera i 145 orari e in salita, qualasiasi salita muore. pero' il le voglio bene comunque.



E queste sono le 10 macchine che ho avuto modo di guidare. Non che per questo io sia bravo a guidare, ma una minima d'esperienza l'ho.

09 marzo 2007

Dei desideri più o meno repressi

Bon, mi sono ripigliato abbastanza per tentare di descrivere il sogno di stanotte. Come gia' dissi tempo fa i sogni di solito non riesco a ricordarli, per cui quelle poche volte che riesco a portarmi dietro qualche immagine o qualcosa questa mi perseguita per qualche ora o, nei casi piu' gravi, per qualche giorno.

La prima cosa che ricordo è il contatto della pelle con le lenzuola. Evidentemente il sogno era gia' iniziato da un po' ed aveva gia' raggiubnto una certa intensita'.
Sono abituato a dormire in mutande quindi il contatto con le coperte non è certo qualcosa di strano o nuovo, solo che a volte capita che pesino piu' del solito. Capiamoci, sono sicuro che in quel momento io fossi in uno stato semi-comatoso, e quindi anche semi lucido e quindi, mi ripeto, le coperte erano vere, ma non il loro peso. non ero banalmente avvolto dalle coperte, queste mi permettevano qualsiasi movimento volessi tentare, solo erano piu' pesanti del solito.

A questo punto le cose si complicano.

Qualche minuto fa ho detto che non c'era una persona in particolare, ora invece sono convinto di sì. Non diro' il suo nome (suo nome di lei) ma sapiate che c'era. Nessun luogo invece, questo è sicuro... anche se poi magari eravamo nel mio letto, o in mezzo ad una strada. Semplicemente non c'è nmodo per me di capire se cifosse o meno un luogo e l'idea di aver sognato all'interno di un non luogo mi prende bene quanto basta.

Ricapitoliamo.
Io e lei, neanche in mezzo al nulla, semplicemente solo io e lei nel non luogo, mentre le coperte schiacciano il mio corpo mortale. Sembra semplice detta così, ma provate a immaginare di esserci voi in questa situazione, consapevoli di sognare, contemporaneamente nel vostro letto e davanti ad una tipa da nessuna parte. Ecco.

Io e lei, il letto si è fatto piu' distante, abbastanza da portare tutta la mia concentrazione sul mio/suo corpo immateriale. Lo so, adesso vi aspettate chissa' che storia piccante, chissa' che erotismo. Me l'aspettavo anche io, o almeno se l'aspettava il mio corpo, quello sotto le coperte pesanti. Certe cose fanno presto a diventare eloquenti.

Ricordo chiaramente la sensazione di un bacio mai dato, i due corpi che sono vicini, uniti, un unico essere, sensazioni come la pioggia che va a finire tutta nelle fognature, sotto, sempre piu' in fondo.
Potevo sentire chiaramente la mia carne toccare la sua senza che tutto questo avesse pretese di realismo.
E ancora non riesco a mettere a fuoco quello che è successo, ma ho un unico frammento di lucidita' riportato indetro da quel limbo dove ero caduto.

Immaginatevi una parete di carne umana. Sangue e tutto. Non dimenticate le coperte che pesano. La carne si apre come se fosse fatta apposta per essere aperta o aprirsi di sua sponte. Non dimenticate l'eccitazione. La stessa carne crea un qualcosa che attraversa la fessura creatasi e la trapassa ed è una mano. Alla mano piace quello che ha visto. non ha nervi, non ha toccato, non ha penetrato, ma ha vissuto un'azione e questo le da piacere.

Ecco, questo è il mio sogno di stanotte, e maledizione ho dovuto cambiare mutande. E mi sono anche svegliato presto.

Auguri Michele

Son 22 e sono un macinio.
O macinino. Dipende dai punti di vista.

27 febbraio 2007

Dilemma

E'
Possibile

Sollevare

Un
problema
?

24 febbraio 2007

Bob Lennon

15 febbraio 2007

Non gira nulla

Il computer è sputtanato. Non so come e perché, non capisco da quando e soprattutto non vedo soluzioni.
Formattare è impossibile con il cd rovinato, e il voodoo fai da te non sembra servire a molto.

Tra 10 minuti massimo devo uscire di corsa per andare su in comunita'. Non vi dico oggi che voglia.

Ho ancora addosso la robba di ieri sera, e pesa piu' o meno sulle spalle rendendo tutto piu' leeento e riflessivo.

E' tempo anche di ragionamenti metafisici, di quelli che finche' nascono come pensieri hanno una coerenza e una luminosita' nica e che poi, nel tentare di metterli in parole, semplicemente si sgretolano. E' tempo di promesse e impegni. E' tempo di smettere di giocare con la tastiera e prepararmi.

E' tempo di regolarsi, stringere la cintura e i denti e fare le cose giuste che devo fare. impegni.

11 febbraio 2007

Da brusco sul calcio


Da quel geniaccio di Brusco

09 febbraio 2007

Poesia senza ulteriori sbattimenti


Tipo li han trovati così da qualche parte. Pare che l'idea di base sia che qualcuno ce li ha messi a sta maniera. A qualcun'altro piace di piu' l'idea che ci si siano messi da soli.
A me piace comunque

02 febbraio 2007

Dal muro

Chi ama
Brucia

31 gennaio 2007

In Giga

Son tornato ad avere una discreta collezione di mp3 dopo l'oramai storico disastro della morte dell'hd.

Sono a quota 5009 canzoni per un totale di 28.8 giga. A questi vanno aggiunti 4 giga e qualcosa di mp3 non ancora smistati e archiviati.

Ringrazio la task force che ha agito così tempestivamente. Tale task force è composta da me, mio fratello e mia sorella, uniti per la conquista di una conoscenza musicale sempre piu' ampia.

Grazie per l'attenzione

26 gennaio 2007

Nina Simone - Sinnerman

Sinnerman where you gunna run to
Sinnerman where you gunna run to
Where you gunna run to
All on that day

Well I run to the rock
Please hide me I run to the rock
Please hide me I run to the rock
Please hide me lord
All on that day

Well the rock cried out
I cant hide you the rock cried out
I cant hide you the rock cried out
I aint gunna hide you god
All on that day

I said rock whats a matter with you rock
Dont you see I need you rock
Dont let down
All on that day

So I run to the river
It was bleedin I run to the sea
It was bleedin I run to the sea
It was bleedin all on that day

So I run to the river it was boilin
I run to the sea it was boilin
I run to the sea it was boilin
All on that day

So I run to the lord
Please help me lord
Dont you see me prayin
Dont you see me down here prayin

But the lord said
Go to the devil
The lord said
Go to the devil
He said go to the devil
All on that day

So I ran to the devil
He was waiting
I ran to the devil he was waiting
I ran to the devil he was waiting
All on that day

Oh yeah

Oh I run to the river
It was boilin I run to the sea
It was boilin I run to the sea
It was boilin all on that day

So I ran to the lord
I said lord hide me
Please hide me
Please help me
All on that day

Said God where were you
When you are old and prayin

Lord lord hear me prayin
Lord lord hear me prayin
Lord lord hear me prayin
All on that day

Sinnerman you oughta be prayin
Oughta be prayin sinnerman
Oughta be prayin all on that day

23 gennaio 2007

Qultura by Cepe

22 gennaio 2007

Dell'evoluzione musicale

-Fabrizio de André e PFM in Concerto

la mia entrata in scena nella musica, ma in sordina... non ero ancora malato di musica

-Guccini - Stagioni

piu' o meno l'inizio della malattia. Di sicuro il primo album che ho ascoltato ossessivamente per giorni.

Questi due sono stati nell'epoca pre internet, ed ecco che invece da qui in avanti tutti si trasforma grazie al p2p

-Nightwish - Wishmaster

i secondi dopo il faber di cui ho voluto la discografia completa.
Probabilmente la prima volta che mi sono interessato ad un gruppo perché mi suonava diverso da tutto il rest. peccato che all'epoca il resto non lo conoscessi ancora bene Smile

-Anathema - Eternity

Prima di sentire quest'album ascoltavo roba power per lo piu', roba di cui vergognarsi a dire il vero.
Poi ho scaricato per caso quest'album. Mi piaceva il nome, Anathema, o qualcosa del genere.
insomma ho preso, l'ho cercato e scaricato, l'ho sentito e mi sembrava tutto stesso. Mi piaceva, ma era tutto stesso.
Qualche tempo dopo lo riascolto e con enorme stupore mi accorgo di avere per le mani un album stupendo, incredibile, tesissimo.
E' stato il risveglio dogmatico o l'inizio della fine, dipende come la si vede. Da qui in avanti ho iniziato a cercare musica lenta e pesante, ho avuto il mio periodo di doom pesante [di solito intervallato dalla disco music anni '70... giusto per evitare il suicidio... ed è vero. Cioé, non che mi sarei ucciso, ma che la sentivo per non cadere troppo in depressione *asd*]

-Wolf Parade - Apologies to the Queen Mary

Qui arriviamo in tempi molto recenti, forse prima dei wolf parade ci sono stati i broken social scene e i tv on the radio, ma i wolf parade sono stati senz'altro il momento piu' alto nella mia ricerca nell'indie.
Ancora una volta è stata la ricerca ossessiva del nuovo e del diverso che mi ha fatto arrivare fino a qui. Prima c'è stato piu' o meno di tutto, ma quel tutto mi ha portato fino a qui ed è stati con quest'album che mi sono accorto di essere andato ancora un poco avanti.
Ringrazo Flux di avermi illuminato e ne piango la morte.

-Jason Forrest - The Unrelenting Songs of the 1979 Post Disco Crash

Ed eccoci a oggi e al mio ingresso nel mondo dell'eettronica. Cioé, ingresso deciso. C'erano gia' stati i Boards Of Canada e qualcosina dei daft punk, i ratatat piu' altra roba varia. Ma è degli ultimissimi mesi la scelta consapevole di voler esplorare la musica elettronica.
Ed è quello che piu' o meno sto facendo anche adesso.

naturalmente questa è una cosa molto a grandi linee, perché infatti mentre scoprivo l'indie canadese riscoprivo i beatles e li approfondivo, quando mki immergevo nel doom come ho gia' detto ascoltavo la disco d'epoca.
Ogni passo in avanti ne segna due indietro, ogni nuovo gruppo scoperto si paga con la riscoperta di qualcosa di gia' conosciuto.
Quante volte sono tornato ad ascoltare david bowie o alice cooper, il faber o vecchioni.

Insomma, mi piace ascoltare musica perché se fatto in una certa maniera ci si puo' vedere molto di piu'. Per chi li conosce, ricorda gli stadi Piagetiani.

Degni di nota ci sarebbero anche i Blur con Think Tank, solo che non ricordo quando ascoltai quest'album e in cosa mi fu decisivo.

20 gennaio 2007

20th century boys


Ho da qualche giorno finito di rileggere i 20 volumi usciti fin'ora, e come mi ero ripromesso di fare ora ne parlo. E come mi aspettavo non so cosa dire esattamente... vabé, improvvisero'.

Innanzitutto va detta una cosa: non ci sono altri manga come questo.
La storia è, almeno nelle sue parti fondamentali, ben orchestrata e soprattutto pensata a priori. Rileggendo i primi ci si accorge del gran numero di rimandi a fatti futuri messi piu' o meno ovunque mettendo a tacere tutti quelli che avessero anche solo pensato che Urasawa avesse potuto cadere nella trappola della storia trascinata. Qualcuno ha detto berserk?
Ma pero', di uscita in uscita la sensazione di andare avanti alla rinfusa c'era, e forte anche. Ma la rilettura permette di vedere meglio le cose.
Alcune opere sono così, c'è bisogno di leggerle due volte per capirle veramente e poter filtrare nel modo giusto l'immensa mole di dati che ci viene risversata addosso.
E questo è esattamente il caso.
Colpi di scena si susseguono a concitate discussioni. Sangue e poi ancora colpi di scena, ritorni piu' o meno inattesi e cambi di fronte riempiono questo manga rendendo la storia un ottimo modo per svagarsi e fuggire dal mondo per qualche ora.
ma 20th century boys non è un semplice fumetto d'intrattenimento. O meglio, è un ottimo fumetto d'intrattenimento che offre anche qualcosa in piu'.

Tutta la vicenda occupa un arco temporale enorme, dal 1969 al 2018, ed entro questa forbice possiamo vedere i numerosi personaggi crescere, evolversi e confrontarsi inevitabilmente con se stessi.
Prima bambini come altri che giocano in un campo, poi impiegati e commessi senza grandi aspirazioni, adattati al mondo e ancora rivoluzionari fino a diventare dei veri e propri simboli per le masse*
Giostrare una simile gamma di cambiamenti e di evoluzioni per urasawa non deve essere stato certamente un gioco da ragazzi, soprattutto se si va a vedere quanto bene è stato svolto questo lavoro.
Ogni personaggio, nella sua storia, mantiene sempre la sua personalita' per quanto l'evoluzione sia profonda come nel caso di Maruo, trasfigurato dalla sciagura mantiene quell'aspetto di se' piu' duro, meno caratteristico del primo maruo che ci viene proposto, ma sempre dopo una seconda rilettura si puo' scoprire anche nel simpatico ciccione quella vena di decisione che sara' il suo essere nel futuro.

Una storia alquanto originale condita da ottimi personaggi e servita con disegni superbi, dinamici e del tutto gradevoli.

Ed infine un veloce sunto per chi la storia non la conosce... che tipo non sapevo se metterlo o no perchè la storia è abbastanza incasinata, quindi eccovi un sunto banalizzante e scritto velocemente:

Kenji, commesso di un negozio, scopre che una misteriosa setta senza nome il cui leader si fa chiamare "l'amico" sta sfruttando un simbolo che inventarono lui e i suoi amici di infanzia. Ben presto ricordera' che oltre al simbolo c'era la storia di una societa' segreta che voleva distruggere la terra.
Kenji e i suoi amici saranno chiamati ad essere i paladini della giustizia di questa storia pensata in un campo d'erbacce, ma non sara' tutto così semplice...

Paura, eh?

Adatto a tutti, ne consiglio la piu' veloce rilettura**


*ok, quest'ultima vale solo per kenji, ma tant'è
**rilettura che dovrei fare anche io per 'sto post, ma non c'ho voglia e quindi skippa

09 gennaio 2007

17.57

io mi sto anche impegnando, sentendo gente e poco piu', ma a volte penso che come sempre non ce la faro'. Pero' non è giusto. Ma non importa, e giovedì alla festa arrivero' tipo a mani vuote. perché la gente ti rema semopre contro quando organizzi qualcosa?

Non è giusto...

No.

08 gennaio 2007

00.05

Ninja!

05 gennaio 2007

17.23

ho appena mangiato 15 cioccolatini di fila. non sto bene...

15.07


La voglia di respirare viene meno.
C'è qualcosa che preme contro il petto e schiaccia, non so quanto riusciro' a resistere.
Punta lo sterno, la punta dello sterno e lo strappa via, e guarda cosa c'è sotto.
Sono solo due polmoni fermi, secchi, neri. Non ce la facevano piu', volevano un po' d'aria ed ora che sono stati liberati, ora che sono sfuggiti dalla loro prigionia sono fermi. Non funzionano piu'. Sono rotti, o solo spenti.

In realta' non c'è nulla che preme, nulla che spacca le ossa, non c'è nulla degno di nota.
Ed è inutile descrivere il nulla perché.

ora c'è una voce che esce dal nulla. Sta cantando, sottovoce, una canzone a me nota. E' una canzone lenta, malinconica e, se devo essere sincero, anche un po' pesante.
Pero' mi piace. E' un periodo che ascolto solo musica pesante, non so perché, non è che ci sia un motivo. Di solito per quanto mi riguarda non c'è mai.

la voce sta ancora cantando, sempre sottovoce, senza fretta. Io andro' ad accendermi una sigaretta.

01 gennaio 2007

01-01-2007

Resistere e non mollare, non lasciarsi andare.
Ancora una volta sono tornato in piedi
o quasi. Mi striscio fino a casa per poter bere un bicchiere d'acqua, mi siedo edf ascolto musica.
Prima di questo caffeina allungata in latte e ricoperta di schiuma, subito dopo questo mr. bean e qualche minuto d'auto.

Ma prima di tutto questo il risveglio traumatico, gli svarioni, il freddo.

E prima ancora la magica alchimia nel mio corpo, un'esplosione che travolge la gola e il cervello, ti travolge e ti svuota e ti regenera.

E' stato un buon capodanno. Solo non ricordo la faccia del tipo che ho incontrato alla macchinetta delle stizze.

30 dicembre 2006

C.S.I. - Polvere [dall'album:"Noi non ci saremo"]

L'ultimo prete Inca avvicinando la morte radunò attorno a se pochi superstiti
le mani quasi giunte su un arbusto mai visto
sedeva acovacciato sulla terra
imparerete a amarla in Pace e in Guerra

Grigie pietre le strade lastricate, grigie pietre le case inutilmente fortificate
fessure i volti bruni di sole tra tessuti sgargianti di colore
E' vostra questa pianta
dono del creatore
a lui salga la lode
voi che pagate
crudele il salvatore

e gli occhi suoi già stanchi prendevano commiato velando con lo sguardo le Mille Meraviglie del creato
In alto trasparente denso il cielo immobile vicino, in basso umide nuvole, rumore di foresta lontano

Renderà sopportate Fame Fatica Orrore, le vostre sofferenze allevierà Amate Creature, vi terrà compagnia quando sarete soli di necessità, per ultimo non ultimo li polverizzerà

Se ne presero cura devota silenziosa, inpotente difesa masticata preghiera,
nei secoli fedeli senza speranza qualche parola stanca,
un Prete un Dono una Divinazione
qualcuno, senza merito, ne canta la canzone

Non si sa mai c'è qualcosa da capire per quanto il senso sia difficile da dire
impotente difesa masticata preghiera, rende sopportate Fame Fatica Orrore
le sofferenze allevia Amate Creature
tiene al caldo chi è solo di necessità
per ultimo non ultimo li polverizzerà per ultimo non ultimo li polverizzerà..li polverizzerà.

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Io so solo che sono poche le canzoni da 15 minuti che ho ascoltato in loop

10 dicembre 2006

La prima neve

Ho visto la prima neve della stagione [e non dell'anno, come invece ho detto a caldo] Venerdì notte.
Ed è stato bello.

Ok, è una cagata, ma quando investi buona parte dei tuoi discorsi giornalieri in diversi "speriamo che venga a nevicare" e poi succede davvero, è bello, e sei felice e non sai bene cosa sia, che è una cosa da poco.

Piccola, boh, niente di che, ma ti fa sorridere e fanculo al resto è bello, il vento che te la spara in faccia e le piccole lame sulle mani.
Il bianco contro il nero della notte, una risata fuori luogo.

Bello, bello, bello.

30 novembre 2006

30 Novembre - Sant'Andrea apostolo


Auguri auguri a me medesimo.
Oggi è Sant'Andrea, me l'ha appena ricordato un'amorevole vecchietta al telefono. Gioia e gaudio per tutti gli Andrea del paese! Oggi è la nostra festa!
Ma in questo clima festoso e carnevalesco n0n posso certo fare a meno di tralasciare la mia proverbiale curiosita'.

E quindi eccomi qui a cercare di capire un poco chi è questo Sant'Andrea apostolo [sì, l'ho capito anch'io che è un apostolo E un santo, andiamo oltre].
Tra gli apostoli è il primo che incontriamo nei Vangeli: il pescatore Andrea, nato a Bethsaida di Galilea, fratello di Simon Pietro. Il Vangelo di Giovanni (cap. 1) ce lo mostra con un amico mentre segue la predicazione del Battista; il quale, vedendo passare Gesù da lui battezzato il giorno prima, esclama: "Ecco l’agnello di Dio!". Parole che immediatamente spingono Andrea e il suo amico verso Gesù: lo raggiungono, gli parlano e Andrea corre poi a informare il fratello: "Abbiamo trovato il Messia!".
Lui è il primo, pure io. Lui ha un fratello, pure io. Conosco anche un San Giovanni, e non intendo il paese, ma non predica. Pero' è stato battezzato. Mah.
Troviamo poi Andrea nel gruppetto – con Pietro, Giacomo e Giovanni – che sul monte degli Ulivi, “in disparte”, interroga Gesù sui segni degli ultimi tempi: e la risposta è nota come il “discorso escatologico” del Signore, che insegna come ci si deve preparare alla venuta del Figlio dell’Uomo "con grande potenza e gloria" (Marco 13). Infine, il nome di Andrea compare nel primo capitolo degli Atti con quelli degli altri apostoli diretti a Gerusalemme dopo l’Ascensione.
Il protagonista invisibile, sempre presente ma in secondo piano. L'operaio della bibbia. Mi sta simpatico, come personaggio, sissì.
E poi la Scrittura non dice altro di lui, mentre ne parlano alcuni testi apocrifi, ossia non canonici. Uno di questi, del II secolo, pubblicato nel 1740 da L.A. Muratori, afferma che Andrea ha incoraggiato Giovanni a scrivere il suo Vangelo. E un testo copto contiene questa benedizione di Gesù ad Andrea: "Tu sarai una colonna di luce nel mio regno, in Gerusalemme, la mia città prediletta. Amen".
Niente da dire, mi piace sempre di piu'. Sta dietro, nell'ombra, in silenzio e senza prendersi meriti [non dico senza volerne] fa il suo mestiere. Fa la sua parte di lavoro, e senza doverlo gridare ai media pastorali sa di essere dala parte giusta. sa di essere uno dei buoni e anche se spinge Giovanni a scrivere il suo delirio psichedelico non chiede altro ce la sua piccola parte nel tutto.
[...]E qui subisce il martirio per crocifissione: appeso con funi a testa in giù, secondo una tradizione, a una croce in forma di X; quella detta poi “croce di Sant’Andrea”. Questo accade intorno all’anno 60, un 30 novembre

E qui la grande innovazione: la Croce di Sant'Andrea. Pensate a tutti qesti treni, in mezzo al deserto del medio oriente, tra bombe e soldati romani, che ti attraversavano la strada così, dibotto, senza che tu non ne sapessi nulla.
Sant'Andrea apostolo, idolo della sicurezza stradale di tutti i tempi

Etimologia: Andrea = virile, gagliardo, dal greco

29 novembre 2006

Due mesi

Sono pssati due mesi. O quasi. Quasi due mesi sono passati dall'inizio del mio anno di volontariato.
Due mesi non troppo intensi ma neanche vuoti, impegnativi e pieni, paranoidi e tutto il resto.

Il servizio civile volontario è inteso come un percorso formativo. Peccato che al primo incontro di formazione [e al primo di tutoraggio] io non mi sia presentato. Mi dicono che non mi sia perso nulla di che, e ci credo anche.

E' sul campo che ci si fa l'esperienza, che si accumulano le cicatrici da esporre assieme a tutti gli altri trofei. Peccato che altri trofei io non ne abbia. e neanche cicatrici a dire il vero.

Cosa rimane di questi due mesi?
Un ambiente lavorativo incredibilmente confortante, antitetico rispetto agli oggetti teorici trattati dal lavoro stesso. Prodotto dell'abitudine forse, o scelta consapevole che sia, è qualcosa che colpisce e ti condiziona, ti modella e ti indirizza verso un modus operandi preciso e necessariamente flessibile. Benvenga l'errore, la nuova esperienza, il cambiamento.

Rimangono gli occhi delle persone. E non è per scrivere qualcosa di banale.
Occhi scavati, profondi, tristi e persi. Occhi malinconici e lucidi. occhi che guardano qualcosa oltre il tutto.
Difficile da spiegare questa, ma quando certi8 occhi ti fissano... beh, sai che ti stanno guardando dentro. loro hanno visto qualcosa che tu, forse, non vedrai mai, e ora tutto quello che vedono è diverso. Non per forza falso. Anzi.
Occhi che ti guardano e voci confuse, incongruenti con se stesse che ti parlano, domandano cose e non giungono a nessuna conclusione.

E le risate. Ce ne sono di tutti i tipi. A volte sono un buon segno, alternativa ale bestemmie.
A volte sono invece un segno terribile, quella risatina stridula che esplode e sai cosa sta succedendo, e sai che non c'è niente da fare. anzi, che non devi fare niente.
Risate anche solo accennate, rivelatrici di qualcosa che è gia' passato, disperso nella nebbia.


Rimane anche la sgradevole sensazione, quella stessa sensazione che normalmente ti fa sentire parte di qualcosa. Empatia, e poi qualcos'altro. Quella sensazione che sai di non essere l'unico a sentirla in quel momento, ma riesce a spaventarti. La paura di fare un brutto sogno senza la possibilita' di svegliarsi.

Rimangono anche le sveglie alle 7.30, il freddo della mattina e il suo silenzio, un vecchio amico che non vedevo piu' da tempo.

Due mesi belli devo dire, non mi pento.

23 novembre 2006

Senza senso

Parole in liberta', un manifesta dell'esistenza.
La musica scorre tranquilla tra le correnti invisibili dell'aria, crea lievi increspature che distruggono le rocce, creano scogli nell'esistenza, minuscole statue nate dalla pazienza millenaria del fuoco.

Senza fiamme, senza temperature o termometri.
Calli sulle mani e sangue che scorre nelle piante che cantano.

Musica musica musica.

Parole senza senso, schemi invisibili sulle nostre mappe, significati nascosti nascono in continuazione nel tutto.
pensiero lineare che crea incongruenze tra le persone e il bisogno di cambiamento, nuova genesi ed esplosione di colore.

Parlare è inutile, pensare è inutile, scrivere è inutile. Capire impossibile.

Energie spese nelle direzioni piu' improbabili ci lasciano vuoti, svuotati, pronti ad accogliere nuove forme di energie distruttiva che ci mangiano dentro lasciando solo un guscio vuoto riempito da.

Cinque sensi per muoversi nel mondo, creare mappe diverse e rifiutare la realta', anche la nostra. Il potere dell'immaginazione: la sogettivita' suprema, l'incomunicabile.

Eppure non va così, c'è chi dice di aver capito, di poter spiegare o addirittura insegnare.
Balle.

Non è vero e non puo' esserlo, tutto qui. E questo lo si puo' capire, insegnare, spiegare.

Intanto le onde si placanio, tira un vento leggero e gli scogli vengono erosi nuovamente creando infinite spiagge, possibili percorsi verso nuove creazioni.

22 novembre 2006

O_o'

18 novembre 2006

E il quarto post del giorno fu quello peso



Stando a quanto riportato dal Daily Bruin in un articolo che sta facendo il giro della rete, i poliziotti di stanza alla UCLA, l'Università di Los Angeles, hanno aggredito uno studente con il taser in dotazione dopoché questo aveva protestato per essere stato preso per un braccio mentre veniva scortato al di fuori dell'edificio. Non aveva infatti con sé l'ID che tutti gli studenti devono portarsi dietro ed era quindi stato invitato ad uscire dal campus, cosa che non ha fatto con la necessaria rapidità.

Gli eventi sono stati ripresi da almeno un altro studente con il proprio telefonino. Il racconto del Daily Bruin è pesantissimo, parla di due scariche elettriche a breve distanza l'una dall'altra mentre i due poliziotti responsabili dell'evento minacciavano gli altri studenti che protestavano, suggerendo di non avvicinarsi troppo se non volevano prendersi una scossa anche loro


*fonte*


Impressionante.
Che si da monito per tutti quelli che vedranno il video: se permetti la liberta' di armarsi a chiunque, sara' sempre piu' facile che queste armi verranno usate. E non importa quale giustificazione possiate trovare, è semplicemente sbagliato.

Barzin

Piano pianissimo, quasi un sussurro.
Come un qualcosa che sta per evaporare, ogni secondo che passa perde un altro pezzo, e tu sai che bastera' tanto poco per tenere assieme il tutto quanto per disintegrarlo.

Musica che richiede concentrazione quindi, seguire la batteria per rimanere ancorati alla voce, perdersi dentro.

Ed è malinconia, ricordi lontani, un paio d'occhi bellissimi che non abbiamo mai visto realmente, forse solo in sogno.
ma tutto svanisce nel ricordo, il tempo cancella le proprie orme, l'assassino perfetto.

E tutto svanisce, se ne va. E' triste ma sapevamo che sarebbe andata così.

Tutto questo è un piccolo e inutile tentativo di dire cosa è "Past All Concerns" di Barzin.

Non mi passa piu'

Oggi non mi passa piu', brutta cosa il tempo libero.
Non ho niente da fare, niente da dire, niente, non ho niente.

Pensavo seriamente di aver cabiato vita, ma in realta' ho solo guardato dall'altra parte del muro, respirato dell'aria diversa e sono andato in vacanza ma adesso sono di nuovo a casa, come sempre.

pensavo di aver chiuso e invece le ho ancora parlato [e la bvocina mi ricorda che è uno sbaglio].

ma pero' sono ottimista, o meglio, un pessimista fiducioso. Voglio credere nelle persone e non voglio arrendermi. E che tutto si fotta, per me puo' anche bruciare.
Che i quattro escano dalla stalla salendo alle stelle.

Niente compromessi, mai arrendersi. Forse.

I servi

" gli uomini in una grande posizione sono tre volte servi: servi dello Stato (1); servi della fama; e servi degli affari: cosi' che non hanno liberta' ne' nelle loro persone, ne' nelle loro azioni, ne' nel loro tempo. E' uno strano desiderio cercare il potere e perdere la liberta', o cercare il potere sugli altri e perdere potere su se stessi "

Francesco Bacone, Saggi

(1) Bacone scrive "servi del sovrano o Stato"


Ps: sempre dalla collezione di sabbia

16 novembre 2006

Small Automatic Rolling Machine

Inutile ma divertente.


Ora e mia. MIA. MIAAAAAAAAAAA.*









* citazio'

14 novembre 2006

Martedì


Ancora una sigaretta, poi sara' il tempo di prepararsi e andare al lavoro. E perché sto a scriverlo qui? Credo per perdere tempo.
Non è che abbia tutta questa voglia di fare, e poi fuori fa freddo. E il freddo senza neve non ha significato. E io senza neve al freddo non ho senso, quindi è inutile che io esca. Giusto?

...

Giusto?


Ps: grazie a pandore risento i Sonic Youth... saranno tra i primi ad essere riscaricati.

13 novembre 2006

Lunedì pomeriggio

Subito un dubbio: ma non è che è gia' martedì?

Il tempo passa via. Troppo. Semplicemente troppo.
"Oggi è domenica, domani si muore"
Inizio a capirlo questo verso
"oggi mi vesto di seta e candore"
Questo un po' meno ma vabé, mi faccio bastare un paio di supposizioni.
Anche perché non posso risentirla, quella canzone. neanche buona parte delle altre.
Brutta storia.

Tra un'ora devo presentarmi a rtirare dei soldi, guadagnati ilecitamente secondo alcuni, legalmente per altri. Io intasco e poi ditemi voi per chi lavoro quando lavoro in nero se non per me stesso.

Usare Pandora per la musica non è malaccio, ma è diverso.
Non è la mia musica.

Non è casa mia.
Non è la mia macchina.
Non è la mia storia.

La fame che sento ora, questo è mio, lavoglia di fumare, il bisogno di qualcosa che vada oltre la sopravvivenza.
Ho parlato di lei nei giorni scorsi e ora mi ritrovo a pensare ancora a lei. niente di grave, solo un po' di nostalgia che posso tranquillamente generalizzare universalizzando. tanto per farmi meno male.
Mal comune...

E aspettando capodanno, alzandosi alle 7 e coricandosi [coricandosi?] a mezza notte, sfacchinando sui pullman e sognando ad occhi aperti, ascoltando sempre la stessa musica come racconti di vecchi superstiti tiro avanti.

Così è la vita, no?

08 novembre 2006

Riporto parole non mie

Dal blog Collezione di Sabbia che a sua volta cita un'osservazione di Kurt Vonnegut:


«Per qualche motivo, i cristiani che alzano di più la voce non citano mai il discorso delle beatitudini. Ma, spesso con le lacrime agli occhi, pretendono che i Dieci Comandamenti vengano affissi negli edifici pubblici. E chiaramente quelle sono parole di Mosè, non di Gesù. Non ne ho mai sentito neanche uno chiedere che il Discorso della Montagna, quello delle beatitudini, venga affisso da qualche parte. "Beati siano i misericordiosi" in un'aula di tribunale? "Beati gli operatori di pace" al Pentagono? Ma per favore!»


ora da bvravi bimbi citiamo la Bibbia

Vedendo le folle Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola li ammaestrava dicendo:
«Beati i poveri in spirito perché di essi è il Regno dei Cieli.
Beati gli afflitti perché saranno consolati.
Beati i miti perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli; così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi»

E ora il mio pensiero va a certe persone che non leggeranno mai tutto questo, e anche nel caso non capirebbero.
Ma che ci vogliamo fare?

[pero' un "Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli" in questura ci starebbe da Dio...]

07 novembre 2006

Lucca lucca lucca



Non so cosa scrivere. Dovrei parlare di Lucca, de3lla fiera e dire piu' o meno che è successo... solo che questo è sbagliato. Non dovrei parlare di una sola cosa, ma di molte.
La partenza, il viaggio, l'arrivo, il primo impatto, la gente nuova e la gente vecchia. E sono solo alle prime ore del primo giorno.
Insomma, troppo. Quasi un romanzo sull'enorme andante.

Quindi ecco qui alcune impressioni in ordine sparsissimo: il destino mi è avverso, ho portato a casa una buona quantita' di carta, mi sono divertito, mi sono imparanoiato, ho conosciuto hente nuova, ho parlato con gente diversa dal solito, ho corso, ho mangiato, ho speso soldi, ho bevuto e fumato.
Poi da non dimenticare, a parte l'avversita' esplicita degli dei, vecchi e nuovi, nei miei confronti, la scomodita' dei viaggi uniti ala comodita' del non-treno.

Allafine da questa cinque guiorni mi son portato via molto, e non solo fumetti.

la paranoia e l'impressione di star crescendo*.

E anche un sonno boia.




Ps: in foto giustamente i ragazzi immagine

*'palle, sono vecchio, e questo inizia ad imparanoiarmi ancora di piu' >.<

23 ottobre 2006

Vento di cambiamento

Forse l'ho gia' scritto, ma nell'ultimo mese è cambiata la mia vita.
Prima passavo il tempo facendo nulla, ascoltando musica e poco altro.
Ora esco di casa alle 8 e torno a mezzanotte.

Mi tengo occupato e non va poi così male, anzi...

un altro grande cambiamento è quello che sta per arrivare: delle 10 mila canzoni che ho sl computer ne rimarranno gran poche. Anzi, a drla tutta non ne rimarra' nessuna.
E' tempo di formattare, anche perché lentamente è l'hd da solo a cancelarmi le canzoni.
Poi ci sara' la sbatta di riscaricare tutto da capo.

Vediamo il lato positivo: riascoltare un botto di musica dimenticata, e una selezione migliore del materiale.

Pero' un po' mi spiace.

06 ottobre 2006

Il Doom


La musica è bella, perché è una continua riscoperta.
Un serpente che i mangia la coda e che continua a crescere, e ogni volta la coda ha un sapore nuovo.

04 ottobre 2006

Mi metto sotto..

Essì, ben da tre giorni. Sottopagato anche per stare lì a giocare a briscola con il signor F.
ma a me sta bene così, almeno mi do da fare.

20 settembre 2006

Wolf Parade

A proposito di internet, cosa ne pensate delle possibilità offerte dalla tecnologia, come il peer to peer?
Dan: Non mi preoccupa, non m'interessa proprio perché noi facciamo soldi con le tournée, non con i dischi. Può essere un problema per un certo tipo di artisti, o per le etichette più grandi, che investono molto nella promozione e nei video. Ma per quanto mi riguarda, se la gente vuole condividere i file delle nostre canzoni attraverso la rete, che si accomodi pure! Anche perché non c'è alcun modo per impedirlo.



Che grandi che sono *_*
A parte le cagate, dovrebbero essere molti in piu' a pensarla a questa maniera

16 settembre 2006

©Bruder



11 settembre 2006

L.R.

Sono il suo piu' grande fan, ed è un onore.

Grazie Luciano

Linkonia

07 settembre 2006

Solo lasciami stare

Solo un'occasione, una possibilita', un'occasione.
E' come una chimera che vola, non la vedi, è dietro le nuvole, e anche se non ci fossero nuvole non la vedresti perché vola troppo in alto, o troppo vicino al sole.
Ma non si brucia. Non le capita mai. E così neanche il corpo senza vita puoi ammirare, neanche questa eventualita' ci è concessa.
Semplicemente lontana, e noi pregando che cada. Senza sperare che succeda veramente.

05 settembre 2006

48 ore


Domenica sera. l'ultima volta che mi sono acceso una sigaretta è stato domenica sera. E manca, cazzo se manca la nicotina che potenzia il pensiero, calma l'ansia e tutto. Ma meno di quanto pensassi.
Questa è una di quelle sensazioni strane che non auguro a nessuno ma che sono felice di sperimentare.
Ipersensibilita' psichica innanzitutto, stanchezza e sonno eccessivo, difficolta' di concentrazione.
Questo è quello che sto sentendo, piu' qualcos'altro. Un modo di vedere, sentire e toccare diverso e nuovo.
E' strano, e per me interessante.

Perché questo dimostra quanto io non conosca il mio stesso corpo. Stupore e meraviglia come base di ogni curiosita', e dalla curiosita' la scoperta, e dalla scoperta la crescita.

Comunque adesso esco, e penso che un pacchetto me lo prendero' piu' che volentieri :)

03 settembre 2006

INDICAZIONI STRADALI SPARSE PER TERRA

era un anno fertile per il grano come mai in passato, era tutto in abbondanza… quelli che erano malati cronici e che tanto desideravano la morte, consegnarono finalmente con un sorriso l’anima a dio.

nei giorni dei grandi temporali il cielo era rosso. la pioggia portava con sé la polvere dei deserti d’oltre mare. i vecchi dissero: ci sarà la guerra!
nessuno prestò credito alle loro parole. e nessuno fece nulla. giacché, cosa si poteva fare contro la profezia! solo cantammo per intere giornate, fino a restare senza voce, per poter consumare tutte le vecchie canzoni, perché non ne restasse nessuna che venisse sporcata dal tempo.

1. quando intravedono il primo cadavere per la strada, le persone voltano la testa, vomitano e perdono i sensi. senti il tremore per primo nelle ginocchia, poi ti manca l’aria, ti gira la testa. sono di aiuto in questi casi l’acqua fredda, leggeri schiaffi. se lo svenuto non rinviene, sdraialo sulla schiena e sollevagli le gambe in aria. se il cadavere di quel giorno era un suo parente o comunque un vicino, non permettergli di avvicinarsi e di guardarlo. le ferite causate dalle granate sono in genere causa di un nuovo svenimento. e non si ha tanto tempo a disposizione. è raccomandabile piangere, fa bene al cuore. ma neppure per questo c’è tanto tempo a disposizione.

2. se la città è in stato d’assedio, occorre mandare i più coraggiosi a tentare di portare i sacchi di plastica opachi per i cadaveri. se questi non tornano, bisogna avvolgere i morti in lenzuoli bianchi. non è raccomandabile seppellirli senza. ciò fa diffondere il panico e la paura della morte diventa facilmente la paura di finire sepolti allo stesso modo.

3. la sepoltura si svolge di notte, per motivi di sicurezza. perciò, prima della sepoltura, bisogna accertarsi per bene dell’identità del defunto. nel caso di corpi dilaniati, bisogna stabilire con precisione i pezzi che appartengono a ciascun corpo. se si verificano ugualmente degli errori, è meglio evitare di ammetterlo successivamente. tanto per i morti è lo stesso. se vicino alla persona che è stata sepolta, sul posto dell’uccisione, si trovano altre parti di corpo, e si è però già provveduto alla sepoltura, non bisogna gettare i resti nella spazzatura, poiché lì in genere si radunano i cani affamati. la cosa migliore, se si ha tempo e voglia, è di raccogliere in un sacchetto tutto quello che è rimasto e di seppellirlo in superficie vicino alla tomba. bisogna stare attenti che non se ne accorgano i familiari, perché loro concepiscono il cadavere come un tutt’uno e tale frammentazione rappresenterebbe per loro una ulteriore dolorosa frustrazione.

4. in guerra nessuno è matto. o almeno ciò non si può asserire nei confronti di nessuno. molti di quelli che erano matti prima della guerra, in guerra si mettono in mostra molto bene. come combattenti coraggiosi, convinti delle idee dei loro capi.

5. in guerra nessuno è intelligente. non devi credere alla verità di nessuno. le lunghe disquisizioni sull’insensatezza della guerra del professore di una volta, in un batter d’occhio si trasformano in un selvaggio grido di guerra, appena egli viene a conoscenza del fatto che il suo bambino gli è morto per la strada.

6. non ricordarti di nulla. prova a dormire senza sonno. devi ornarti di amuleti e abbi fede nel fatto che ti aiuteranno. abbi fede in qualsiasi segno. ascolta attentamente il tuo ventre. agisci secondo le tue sensazioni. se pensi che non bisogna camminare per quella strada, allora vai per un’altra.

7. non avere paura di niente. la paura genera nuova paura. ti blocca. devi credere fermamente di essere stato prescelto a restare vivo.

8. non lasciare lavori compiuti a metà. salda i debiti. devi essere pulito. non fare nuove amicizie. già con quelle vecchie avrai abbastanza preoccupazioni.

9. proteggi i ricordi, le fotografie, le prove scritte del fatto che sei esistito. se tutto brucia, se perdi tutto, se ti prendono tutto… dovrai dimostrare anche a te stesso che una volta eri. ammassa tutto nei sacchi di plastica, seppellisci nella terra, mura nelle pareti, nascondi, e solo ai tuoi più cari svela la mappa per raggiungere il tesoro.

10. non ti legare alle cose, alla terra, ai muri, alle case, ai gioielli, alle automobili, agli oggetti d’arte, alle biblioteche… trasforma in denaro tutto ciò che ha ancora un prezzo. e tuttavia, non legarti in alcun modo al denaro. appena puoi scambialo con la tua libertà.

11. adoperati per il bene delle persone. sempre. il più delle volte non lo meritano, ma tu fallo ugualmente. non aspettarti alcuna riconoscenza. non chiedere per chi fai il bene. non legarti alle tue azioni.

12. non dire ciò che pensi. non essere così stupido a tal punto. perché appena pensi non appartieni più a loro. non tacere, perché non possano pensare che pensi a qualcosa. parla, così, giusto per parlare.

13. se ti imbatti nel pericolo, non essere coraggioso, anche spinto dalla disperazione. tenta di sopravvivere. fai tutto quanto è nelle tue possibilità. soltanto devi stare attento a non mettere altri in pericolo con i tuoi tentativi. finché non sei morto sei vivo. sembra comprensibile. non togliertelo mai dalla testa. se devi sacrificarti, fallo per le persone cui vuoi bene, non farlo mai, in nessun modo, per delle idee. il tuo sacrificio verrà giudicato dagli altri sempre in maniera scorretta, a seconda della loro coscienza e della loro prospettiva. le idee passeranno, si rovineranno, diventeranno comiche. se resti vivo, vedrai quanto sarà difficile continuare a credere in loro.

14. non supplicare per nessun motivo. non supplicare nessuno. neanche se c’è di mezzo la vita. è una questione di buon gusto. pensa solo cosa vuol dire vivere sullo stesso pianeta con una persona che ti ha risparmiato la vita.

15. non devi metterti a capo di nessuno. per nessuna ragione. quando ti volti a cercare aiuto, dietro a te non ci sarà nessuno. non fare affidamento su nessuno, ma non sottrarti al fatto che quelli che ami fanno affidamento su di te. questo è salutare anche per te. devi sapere: perché? gli obiettivi non devono essere grandi, in nessun modo di carattere generale. conoscevo una persona che per tutto il tempo ha desiderato di bere una birra. è vero: non ci è riuscito, ma era splendido vivere desiderandolo.

16. non devi stupirti di nulla. di ogni possibile prodigio. non devi farti deprimere da nessuna cosa. anche prima erano tutti fatti così, solo che le condizioni erano diverse da quelle di adesso. questa è la prima occasione per mettersi alla prova. così tanti sono delusi da se stessi che in confronto la tua delusione è un nonnulla. e se qualcuno ti tradisce una volta, non lasciargli la possibilità di farlo un’altra volta.

17. cerca di essere sempre prudente. se hai bisogno di una buca in cui ripararti, scavatela da solo. se qualcun altro lo fa per te, la buca potrebbe rivelarsi troppo piccola.

18. non hai il diritto di adirarti con nessuno. e tuttavia, non devi dimenticare nulla. quando tutto è finito, decidi di cosa non vuoi più ricordarti. se tutto è passato. non dimenticare gli esami che alcuni non hanno superato.

19. e però non fondarti su questo. non aspettare l’occasione per poterti rivalere. la vendetta ti deve essere estranea. una questione che appartiene ad altri. se sopravvivi, vivi per te e quelli che sono sopravvissuti insieme a te.

20. e ancora, non immaginare mai di essere il signore della verità. nessuno lo é. a te è sembrata in questo modo. a un altro è sembrata diversamente. mantieni per te il pezzetto della tua verità. servirà soltanto a te. rinuncia al diritto di scrivere la storia dell’assedio. non contrapporti ai nomi di quei morti che sono stati scelti come eroi. non sperare di riuscire a mettere a posto qualcosa, neanche una ingiustizia rimasta in sospeso. in quel momento, quando hai intravisto il primo cadavere sulla strada, la storia del dopoguerra era già stata scritta. poi ci metteranno solo i nomi delle persone, delle città, delle montagne, i baluardi che si sono gloriosamente difesi e i baluardi che sono gloriosamente caduti. non c’è posto qui per la tua verità.

ora che sai tutto questo, prova a proteggere te stesso e forse a salvarti la testa. se non ti riesce, almeno non ti annoierai.

Nezdad Maksumic (poeta bosniaco e regista del Lik Teatar)
Trad. Igor Pellicciari 1995

Io l'ho trovata qui, questa versione. La migliore traduzione che ho trovato oggi IMO

Da dove venga tutto questo, e perché io lo stia proponendo qui, è un altro discorso.
Se avete letto sapete gia' tutto.

02 settembre 2006

Questa è solo una storiella senza peso

Prendiamo due persone.
Il primo: Lui.
Lui è maschio, corrisponde allo stereotipo classico dell'uomo etero senza essere un'esagerazione supereroistica, senza essere piccolo e insignificante. Una persona di sesso maschile insomma, ne piu' ne meno.
La seconda: Lei.
Piu' che altro femminile. Non bella, non brutta: uno di quei volti che impari ad apprezzare.
E che alla fine ti piace. Semplice nelle cose semplici, impegnata nel resto.

Ora abbiamo i due protagonisti, sarebbe utile aggirarli con qualch personaggio secondario. Prendiamo una madre e una sorella piu' piccola per Lei. Tutt'e tre sono unite, nel senso che si parlano, si confidano, ma nel credersi un'unico essere ognuna si illude sempre di piu' dell'altra e alla fine, ad un certo punto, sara' chiaro che sono tre estranee.
Per lui invece va bene l'amico fidato e la collega di lavoro. Tra di lui e la collega non c'è nulla, forse qualcosa in passato ma l'hanno superato entrambi. L'amico invece è l'amico, non so in che altro modo spiegarlo.


Come interagiscono per la prima volta i due protagonisti?
Incontro casuale? Incontro-scontro? lui per sbaglio prende qualcosa di suo e la cerca per renderglielo? basta pensarci un attimo e ci saranno migliaia di occasioni molto piu' coinvolgenti di queste. Scegline tu una, perché a me non interessa il dove e il come, quanto piuttosto il cosa.
Gli sguardi si sfiorano, pensieri troppo veloi per essere messi nero su bianco, ma lui sa che la deve fermare, toccare, assaggiare. Lei sente tutto questo e vuole essere presa e portata via, vuole stare al gioco. Si dice per divertimento.
Quindi anno presto a parlare. Lui si inventa una qualche scusa patetica, lei gli da corda.
Si rivedono una, due volte. Le cose procedono si conoscono meglio.

E qui bisogna far succedere qualcosa.
E' un po' da stronzi. Questi due che finalmente hanno trovato qualcuno di interessante
e io adesso distruggero' il loro mondo. Perhé deve succedere qualcosa.
Magari un'invasione aliena durante la quale i due all'inizio corrono e scappano e si rifugiano assieme, aiutandosi l'un l'altro.
Legati, da soli contro il mondo, divisi destinati a morire, uniti pronti a sopravvivere.
Passa un giorno, due giorni pieni di pericoli.
La loro forza era l'unione fino a quando non si accorsero di non sopportarsi.
Il sipario cala su di loro che prendono strade diverse sotto un cielo rosso sangue.
Oppure potrebbe succedere, tanto per redere difficile la vita a sti due, il famigerato olocausto nucleare. Le cause naturalmente sconosciute.
Dopo la paura e la grande luce ala il buoio dell'inverno nucleare.
La notte eterna accompagna i nostri che pero' iniziano ad avere strani dubbi: è davvero la stessa persona di prima questa?
Al buio, interamente coperti di terra e schifo, irriconoscibili. Segnati dalla fame, dalla stanchezza, dallo stress.
"E io? io sono davvero la stessa persona?"
Il dubbio tra i pochi avanzi di civilta'.
Il sipario si chiude sulla pazzia. Una risata mi sembra piu' che sufficiente.

Oppure potrebbe non succedere nulla. Sacrificare sull'altare della verosomiglianza la catastrofe che cambia fuori e cambia dentro.
Ma non dirlo. Non descrivere nulla, non pensare nanche a come potrebbero apparire le cose. vai sotto la superficie, cerca il movimento e le dinamiche.
Per ogni parola annota l'implicito.

E fai finire male la storia.

01 settembre 2006

DioNarapa

Parano'
Parano'
Parano'
Parano'
Parano'
Parano'
Parano'
Parano'
Parano'
Parano'
Parano'


E che cazzo, non +è possibile. L'idea di andare in paranoia mi ci ha portato in pieno.
Sara' che gia' oggi mi sono gia' fatto il mio viaggio nela proto depressione esistenziale e quindi ero piu' esposto... ma cazzo, proprio prima di dormire?
Sara' anche che sto sentendo la musica sbagliata. Normalmente mi piace la musica da paranoia totale, da complesso, sensazioni di schiacciamento e di insufficienza polmonare (sì, in grassetto), ma in certi momenti mi odio per il semplie fatto di conoscerla.

Da lucido mi piace lasciarmi impressionare, trasportare dalla musica verso abissi sempre piu' profondi solo per sentire quanto è buono il sapore dell'aria al mio ritorno.
ma a volte credo di esagerare, e allora spaventato mi strappo le cuffie.

Sonno, meglio andare a dormire ora.
Niente immagine per questo post, così impara.

28 agosto 2006

Ovvero son tornato


Potrei parlare del viaggio di andata, di quello di ritorno o del treno e della macchina in panne.
Del fritto, dei negozietti o degli spiedini di carne. Del mare, della sabbia, del sale.
Delle malattie o delle risate.
Di Barcelona o di LLoret del Mar.

Di troppe cose, è dura riassumere, quindi lo faro' man mano, un'altra volta.

Per adesso sono tornato, è stata una bella vacanza e sono ancora vivo. E tanto basta.

16 agosto 2006

Si parte #2

Esattevolmente tra tre ore e mezza. Se tutto va come prefissato.
Ho ancora la valigia da chiudere, dopo averla riempita per bene con le ultime cose da dimenticare.
Qualcosa da mangiare per far volare questi 60*3.5 minuti [fare i conti a quest'ora è davvero chiedere troppo], magari una doccia per essere freschi come una rosa e poi 10 simpatiche ore in macchina.
Finire di fare i cd, saluti e abbracci e poi vedremo.

Insomma, sto proprio per partire.
Finalmente.

Spagna, sto arrivando!

13 agosto 2006

Si parte

Tra poche ore si andra' in montagna dai miei, volente o nolente. Piu' nolente che altro.
Ci si trirurera' i coglioni fino a mercoledì mattina quand0 finalmente si tornera' a casa per godersi le ultime ore di casa libera a disposizione, anche se in realta' non sara' così.
Devo passare in banca a ritirare i soldi per la vacanza, extra plus alberghetto di barcellona, passare dal campo per lo stipendio di Luglio, vedere se ho abbastanza vestiti puliti per la decina di giorni spagnoli.
E quindi preparare la valigia, ricordarsi tutto e correre ai ripari.
A questo punto si dovra' riposare in vista della partenza notturna... e tra l'altro non sappiamo acora con che macchina, dato che quella prescelta [ndg la comodissima laguna] pare aver avuto un qualche problema del genere morte genetica.
A questo punto piu' di 10 ore di viaggio.
Finalmente in vacanza e si spera lontano da tutto e da tutti.

Speriamo che vada bene.

10 agosto 2006

l'eterno ritorno


Ci risiamo, ci sono ricascato.
Nuove voci femminili unite al piu' classico rock 'n' roll.

Signori, vi presento le Pipettes

07 agosto 2006

Doppio post, doppia libidine

Prima parte di questo doppio post: Xtatica ovvero l'ancestrale memoria.

Nel mio cammino musicale come ho gia' detto in un qualche post ho incontrato diversi punti di riferimento, e tra questi Siouxsie Sioux.
Prima la Siouxsie dei Siouxsie & the Banshees e poi quella dei The Creatures.
Estasiato da questi ottimi ascolti ho sentito il naturale impulso a ricercare gruppi simili, anche perché quell'atmosfera tribale, quel sound quasi preistorico* non l'avevo mai trovato altrove se non in qualche singola canzone sparsa.
Grazie al prode AMG ho trovato il nome di questo gruppo, per l'appunti gli Xtatica.
Come se il sound dei Creatures fosse il manifesto di un nuovo genere gli Xtatica lo rielaborano unendo innovazione e fedelta' al modello d'origine.
Tracce costruite intorno all'apparato ritmico, vera anima di questo sound volutamente anti-occidentale. Echi dall'africa nera, dalla foresta pluviale e dal Giappone classico.
Il minimalismo di Ghost Dance viene accentuato dal confronto con altre canzoni piu' strutturate.
Il minimalismo rimane sempre una costante, ma con diverse interpretazioni.
Lo stesso minimalismo che volendo si puo' trovare il Hai! dei Creatures.

Senz'altro da sentire, non puo' non piacere

Tongue Bath (2001)
1. Sick Fuck (2:57)
2. Immolation (3:39)
3. Manic Holiday (5:08)
4. Taking the Angel (5:23)
5. Ghost Dance (8:32)
6. Gone (1:56)
7. Malady (4:05)
8. Kut: Out in the Woods, It's 3am (4:22)
9. Tongue (6:31)
10. Sunfire
(4:27)

Seconda parte di questo doppio post: I castelli in aria ovvero come arrivarci con scale d'aria fritta

Quando le persone stanno male, creano in se una sorta di demonio. Un'entita' astratta ed impalpabile che non cambia la persona ma la trasfigura. Alcuni aspetti del la sua personalita' saranno accentuati fino a diventare ingombranti, altri sembreranno sparire.
La persona è sempre la stessa, solo che è diversa.
Questo si rispecchiera' immediatamente nel rapporto con altre persone a lui piu' o meno vicine che noteranno il cambiamento e ad esso cercheranno di adattarsi.
In un certo senso si asseconda la persona che sta male e si aiuta il demonio. Ma non è sbagliato.
Innanzitutto è la cosa piu' umana che possa esserci, adattarsi alla situazione anche se nuova o imprevedibile.
Nel frattempo il soggetto-demonio piange, o magari urla oppure seguendo una logica terribilmente fredda aggredisce chi gli è piu' vicino cercando un appoggio, un aiuto o chissa' cos'altro.
Ci sono diversi modi attraverso i quali puo' attaccare le persone, non importa, il guaio è un altro. Le persone, quando aggredite, normalmente non regiscono adattandosi alla nuova situazione, senz'altro non in tempi brevi. Le persone si chiudono difendendosi e cercando aiuto da altri. Non sempre ma puo' succedere anche questo.
Il demonio sparge il proprio seme e il malessere si espande. Ci sono molti modi per evitarlo, ma il malessere si espande.
Alla fin fine è una sorta di retroazione positiva. Si corre verso la terza guerra mondiale dopo la guerra fredda.
Ma tutti sanno che dopo la guerra fredda non è seguita nessuna guerra atomica ne nulla. Solo una serie di guerre locali e localizzate che rispecchiavano la situazione globale. Da un punto di vista storico non so se queste piccole (in confronto all'atomica, non perchè i conflitti post-muro siano stati irrilevanti) guerre abbiano avuto il merito di sfogare la tensione, ma credo che invece questo valga per le relazioni interpersonali.
Si ricercano continui attriti per evitare lo scontro finale.
E il nostro demonio? Scarica tensione in continuazione, essendo questo un sistema dinamico caratterizzato da retroazione positiva questa aumenta e si allarga. Ma all'interno di questi sistemi esistono anche processi di retroazione negativi, nati dall'evoluzione umana all'interno di gruppi suppongo, e questi sistemi tendono a limitare l'entropia scatenata dalla positiva.
E come funzioano questi altri processi? cosa fanno esattamente tra le persone?
Non lo so.
Potrebero portare il demonio a collassare assieme alla persona, come è successo per l'unione sovietica, oppure ad un riscatto della persona sull'entita' maligna.
Ma perché ci sia vittoria in questa guerra il soggetto deve fare uno sforzo concettuale enorme: capire che il male, il demonio, il pianto, tutto è provocato in primo luogo da lui stesso. Deve conoscere il demonio come parte integrante di se, e in questo modo controllarlo, o usarlo se non addirittura sfruttarlo come si fa con un braccio o una mano.
Io non sono la mano ma la mano è me.
Io non sono il demonio, ma il demonio è me.

E ora stizza.

*Nel senso storico del termine, non "vecchio"

4.23

é stato un tempo il mondo giovane e forte, odorante di sangue fertile.
Il nostro mondo è adesso debole e vecchio.

Mi basta poco, veramente poco, star bene.

La chimera impossibile, abbracciata alla mia immagine. Distanze siderali colmate da un singolo contatto, due parole e birra.
Paranoia che avanza di pari passi con il sonno.

Adoro avere casa libera. Posso fumare in camera, ora, mentre ascolto la musica e questo, per ora, è tutto.

Scuse doverose e la cucina da sistemare.

06 agosto 2006

Paranoid


Il suono è pura estetica.
La musica stessa è estetica, e quando sentite dire che tutto è vanita' non siate superficiali: è vero perché è bello.

04 agosto 2006

Sogni di una notte d'inizio Agosto


Uno di quei sogni, sì, insomma, sapete a cosa mi sto riferendo.
Non scendero' nei particolari, non mi sembra il caso sinceramente, ma tanto sono sicuro che tutti voi abbiate un'idea del genere.
Quello che mi turba, è che io sogno poco. O meglio ricordo molto poco di quello che sogno, solitamente nulla.
Poche volte ricordo cosa ho sognato, ma le ultime (uhm...) 3 volte hanno molto in comune.
Nel primo di questi tre sogni mi facevo una tipa che ogni volta era una tipa diversa, la seconda volta invece era identica alla prima, stessi luoghi, stesse sensazioni, solo che la tipa magicamente aveva perso la sua molteplice natura assumendo un'unica identita'.
Quest'ultima volta invece si cambia scenario, lei era sposata e il marito era dietro la porta. Solo che lei non era nessuno, aveva un volto ma sfuocato... l'unico esempio calzante è quello dei Mujina*.

Come ho gia' detto non sono abituato a ricordare i miei delirii onirici, ma per destino o per sfiga ogni volta che capita devo passare le prime ore della mia giornata imparanoiato per uno strano ricordo.


*roba Jappa

02 agosto 2006

Wolf Parade - Modern World

I'm not in love with the modern world
I'm not in love with the modern world
I was a torch driving the savages back to the trees

Modern world has more ways
And I don't mention it since it's changed
While the people go out and the people come home again

It's gotta last to build up your eyes
And a lifetime of red skies
And from my bed saying your haunted hissing in my bed

Modern world don't ask why
Cause modern world build things high
Now they house canyons filled with life

Modern world i'm not pleased to meet you
You just bring me down
Modern world i'm not pleased to meet you
You just bring me down
Modern world i'm not pleased to meet you
You just bring me down
Modern world i'm not pleased to meet you
You just bring me down


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Come si fa a non prendersi bene con una canzone del genere, quando è cantata come in effetti è cantata?

30 luglio 2006

Una tomba decorosa per Antonio Pizzuto

Perdendo tempo per la rete trovo modo di accrescere il mio sapere e di vergognarmi per l'umana condizione.

http://letturalenta.net/2006/07/una-tomba-decorosa-per-antonio-pizzuto/

Non so chi sia questo Pizzuto. Me ne vergogno ma non so chi sia.
Pare che fosse uno scrittore, ma questo non gli ha portato gloria o onori eccessivi mi pare.
La figlia prova a garantire ai resti del padre e alla sua memoria una fine diversa da quella di tutti. Chissa' se si rende conto che vuole togliere l'ultima cosa che di umano rimane ad un uomo morto da 30 anni.

E dopo aver ragionato dei massimi sistemi, wiki e vediamo chi è 'sto morto che mi toglie il sonno.

http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Pizzuto

"[...] ed è ritenuto uno dei maggiori scrittori italiani del secondo dopoguerra"

E io non l'ho mai sentito.

29 luglio 2006

Di ritorno dal monte Allah saluta Maometto che è il suo profeta

Giornate in vacanza lontano dalla citta', sinonimo moderno di caldo, sui freschi monti, monti verdi, monti puliti e monti pieni di ogni cosa che la pro loco locale ha deciso.
Il bello è che non puoi sapere dove ti porta tutto questo casino di suoni, grida e tabacco. Tipo una strada di notte, quando torni a casa e ti accorgi che non è la strada giusta. una sensazione simile.

Provate a sentire Modern World dei Wolf Parade, ecco, l'idea è quella. Piu' o meno.
Che è triste, ma non rassegnata, c'è dietro una certa forza. Non propriamente una reazione, ma c'è dietro qualcosa.

Come camminare in mezzo al nulla. Non c'è nulla, ma sai che dietro c'è qualcosa, altrimenti che senso avrebbe avere paura del buio?


Comunque mi son divertito. E' una questione di punti di vista. Basta mettere tutto in prospettiva e tutto va a posto, per qualche tempo, poi ci si accomoda meglio.

Ora, chiedendo perdono per la forma scadente (senz'altro avrete intuito che ne è causa unica ed univoca il sonno) e per l'ermetismo posto e chiudo.

23 luglio 2006

Fulmini a ciel sereno

Uno si sente bene quando succede.
Non importa cosa, ma quando succede e non te l'aspettavi, non piu' di tanto almeno, ci si dimentica quasi del caldo impossibile, del sonno e di tutto il resto.
Ma cosa è? Non so dirlo con esattezza...
Puo' essere l'aver scelto album a caso da sentire e averli trovati tutti ottimi*, o qualcos'altro, non importa.
Riuscire a inizare decentemente una giornata è gia' una conquista non da poco.
Roba da esserne orgogliosi.

Che altro... ho preso [per la terza volta] la solenne decisioe di non mischiare piu'** dato che non è bello uscirne sempre piegati. Adesso vediamo se lo faccio davvero, ma tant'è.

*tranne uno, dei The Glove, che mi è venuto a noia quasi subito
**Chi ha orecchie per intendere intenda, gli altri no

21 luglio 2006

The Lords of the New Church - Open Your Eyes [dall'album: The Lords of the New Church]

Video games train the kids for war.
Army chic in high-fashion stores.
Law and order's done their job.
Prisons filled while the rich still rob.
Assassination politics.
Violence rules within' our nation's midst.
Well ignorance is their power tool.
You'll only know what they want you to know.
The television cannot lie.
Controlling media with smokescreen eyes.
Nuclear politicians picture show.
The acting's lousy but the blind don't know.
They scare us all with threats of war.
So we forget just how bad things are.
You taste the fear when you're all alone.
They gonna git'cha when you're on your own.
The silence of conspiracy.
Slaughtered on the altar of apathy.
You gotta wake up from your sleep.
'Cause meek inherits earth...six feet deep.
Open your eyes see the lies right in front of ya.
Open your eyes.....

16 luglio 2006

La voce del maligno o delle sirene


Non è possibile, lo so, non va bene, ma io non ci posso fare nulla.
La voce.
Ogni persona nell'altro sesso cerca qualcosa in particolare, quell'elemento scelto a priori che sta sopra tutto il resto. Chesso', le labbra, le mani, il naso, il culo, le gambe, le movenze, quello che volete. Per me è la voce.
Mi sembra anche una cosa carina da dire, e quindi dove sta il problema?
nella musica.
Ogni volta che sento una voce bella in una canzone che non sia troppo scontata io mi innamoro, e di colpo ho una nuova divinita' musicale.

Qualche post fa vi aveva consigliato Siouxsie Sioux, oggi tocca alla meno aggressiva Suzanne Vega e la sua Birth-day (love made real)

Edit: e anche Liz Phair - Johnny Feelgood

Lunga vita a last.fm

13 luglio 2006

Fottute stizze, e il Cristo che avanza non giunge a tarda sera


Che non voglia, semplicemente.
E' brutto quando non si sa dove si va a finire, soprattutto quando ti accorgi che tutto intorno la gente sa sempre dove sta andando.
prima persona: "In posta, a prendere il pane e poi a casa a cucinare."
seconda persona: "In biblioteca a studiare, e poi incontro la tipa"
terza persona: "A finire l'uni, poi si cerca un lavoro adatto al mio titolo di studio e si tira su famiglia"

E io? Boh, sto qui da un po' di tempo e ancora non ho deciso dove andare. Ho l'impressione di continuare a riempire la borsa, o lo zaino, per essere pronto a fare il primo passo ("Un viaggio di mille miglia inizia con un passo" dice il Buddha). Ma ho anche l'impressione che lo zaino sia sempre fatto male. Svuota tutto e via da capo. Che cojoni.

mamma: "Ma tu non hai mai provato ad immaginarti tra qualche anno? io lo facevo alla tua eta'..."
Se il non sognare casa e famiglia, normalizzazione e ingresso nel mondo del lavoro per fare la mia parte è un peccato, beh, tanto peggio. Sono nato peccatore, che ci volete fare?


Intanto vado avanti sospinto dal flusso. La sera si esce, ci si fa piu' o meno del male e poi la mattina ci si alza con la bocca piu' impastata che mai. Si prova a studiare, ma c'è da prenotare il treno per la vacanza. Il tempo sprecato è tanto, ma solo perché se fosse impiegato bene non basterebbe.

Voglio crescere, ma non voglio maturare. La persona matura è arrivata, io voglio partire senza arrivare da nessuna parte. Mi rimane solo da capire come fare.

E tutta questa paranoia, mal di vivere e scazzo era tutto incluso nel risultato alquanto scadente dell'ultimo esame dato. Grazie e arrivederci a settembre. Naturalmente non è solo questo, ma l'insieme di cose che ti fa guardare indietro e ti fa pensare "sì, è tutto molto bello, ma che senso ha?"


Ho voglia di vacanze.
"Voglio le ferie/voglio partire/voglio le ferie/voglio sparire".
Voglio anche fare qualcosa e avere qualcosa in mano che mi provi che la mia vita non è poi così del tutto inutile. Mi accontento anche di poca utilita', giusto il minimo necessario per poter dire "io faccio".

Ok, sto blog come sfogo esistenzialista finziona abbastanza. Meglio dei fogli di carta.
Quando uno si sfoga su un foglio di carta deve controllarsi totalmente, altrimenti rilegge quello che ha letto. E le paanoie esistenziali sono quanto di peggio una persona possa avere. Anche se le hanno tutti, risultano patetiche, ed è brutta accorgersi di essere patetici. Succede, ma è brutto uguale.

Qui non rileggo, non vedo piu' da tempo da dove son partito e non c'è bisogno di un filo logico in mezzo a questo tutto. E di errori di battitura lo stizzablog scoppia.

E adesso credo proprio che mi fumero' una sigaretta. La settima, o l'ottava, di oggi. E visto come vado ultimamente direi che è un buon risultato.
Ok, mi sa che è la decima, ma tant'è.

Grazie e arrivederci

10 luglio 2006

Siamo noi, siamo noi, i campioni di 'sto mondo...

Volevo parlare di ieri sera, del mondiale, del colpaccio degli azzurri e della figura di merda di Zidane, del casino in Porta Nuova e dei semafori distrutti e dei cori, ma invece riporto alcuni commenti presi dal sito dell'ansa

Napolitano: orgoglio italiano. Prodi: un palo ha fatto la differenza. Marini: grande gioia. Bertinotti: felice un intero Paese. Fini: orgogliosi. Melandri: ripartiamo. Calderoli: perde la Francia di negri e islamici

Ecco, quand'è che uccidiamo Calderoli?

BW FixSim_112007