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31 gennaio 2008

Concentramento

Innanzitutto vi saluto e vi auguro un buon lavoro.

Voglio informarvi che sono stato trasferito al carcere di Benevento il primo gennaio del 2008, un carcere che sta radunando tutti gli arabi che hanno una causa di terrorismo.

Un carcere che ha un regime di detenzione di 41 bis un carcere tutto chiuso le finestre chiuse con piastre che impediscono d'entrare l'aria e la luce del Sole.

Non parliamo della vigilanza e la perquisizione.

L'unica cosa che facciamo senza permesso e vigilanza e perquisizione è respirare.

Credo che i detenuti che sono nel 41 bis sono meglio di noi, ora siamo trattate come persone pericolose e il Ministro che ha fatto questo disumano regime per noi.

Noi siamo tutti [e qui non riesco a leggere] a questo carcere, e stiamo organizzando una protesta contro questo provvedimento del Ministero

Da qui: http://kelebek.splinder.com/

25 ottobre 2007

Panta rei uber alles

E torno a scrivere, ma non per scrivere chissa' cosa. Non è bello forse, ma in fondo questo pezzo, preso da Zelig, è arte.

e per l'arte, questo e altro

promesso che presto postero' qualcosa di piu' interessante

Ps: il video va visto fino alla fine, mi raccomando

12 settembre 2007

Dal passato - Chi é morto?

Fabrizio De Andrè - Fiume Sand Creek



Fabrizio De André - La domenica delle salme

16 luglio 2007

I Musulgatti

Quasi geniale, da non perdere

05 aprile 2007

Die Hard

26 marzo 2007

Un appello di Gino Strada

Riporto dal blog di Grillo la lettera che lo stesso ha ricevuto da Gino Strada

"Caro Beppe,
siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi, responsabile afghano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah.
All'alba di martedì 20 è stato prelevato dai servizi di sicurezza afghani. Da allora nessuno di noi ha potuto vederlo né parlargli, nemmeno i suoi familiari. Non è stata formulata nessuna accusa contro di lui e non esiste alcun documento che ufficializzi la sua detenzione. Per ora: perché chi lo detiene ci ha fatto capire che le accuse, e le prove, si possono inventare.
Alcuni afghani, che lavorano nel luogo in cui Rahmatullah Hanefi si trova rinchiuso, ci hanno detto che si trova nella stanza degli interrogatori, dove lo stanno torturando con i cavi elettrici. Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Per questo Prodi mi ha più volte promesso di fare tutto il possibile per farlo tornare con noi. E invece sembra che tutto il possibile non sia stato fatto. Forse nemmeno una parte.
Chiediamo con forza l’intervento del Governo italiano, perché chieda ad alta voce la immediata liberazione di Rahmatullah Hanefi. Un amico, un prezioso collaboratore, che ora si trova in pericolo." Gino Strada

24 febbraio 2007

Bob Lennon

11 febbraio 2007

Da brusco sul calcio


Da quel geniaccio di Brusco

09 febbraio 2007

Poesia senza ulteriori sbattimenti


Tipo li han trovati così da qualche parte. Pare che l'idea di base sia che qualcuno ce li ha messi a sta maniera. A qualcun'altro piace di piu' l'idea che ci si siano messi da soli.
A me piace comunque

23 gennaio 2007

Qultura by Cepe

30 novembre 2006

30 Novembre - Sant'Andrea apostolo


Auguri auguri a me medesimo.
Oggi è Sant'Andrea, me l'ha appena ricordato un'amorevole vecchietta al telefono. Gioia e gaudio per tutti gli Andrea del paese! Oggi è la nostra festa!
Ma in questo clima festoso e carnevalesco n0n posso certo fare a meno di tralasciare la mia proverbiale curiosita'.

E quindi eccomi qui a cercare di capire un poco chi è questo Sant'Andrea apostolo [sì, l'ho capito anch'io che è un apostolo E un santo, andiamo oltre].
Tra gli apostoli è il primo che incontriamo nei Vangeli: il pescatore Andrea, nato a Bethsaida di Galilea, fratello di Simon Pietro. Il Vangelo di Giovanni (cap. 1) ce lo mostra con un amico mentre segue la predicazione del Battista; il quale, vedendo passare Gesù da lui battezzato il giorno prima, esclama: "Ecco l’agnello di Dio!". Parole che immediatamente spingono Andrea e il suo amico verso Gesù: lo raggiungono, gli parlano e Andrea corre poi a informare il fratello: "Abbiamo trovato il Messia!".
Lui è il primo, pure io. Lui ha un fratello, pure io. Conosco anche un San Giovanni, e non intendo il paese, ma non predica. Pero' è stato battezzato. Mah.
Troviamo poi Andrea nel gruppetto – con Pietro, Giacomo e Giovanni – che sul monte degli Ulivi, “in disparte”, interroga Gesù sui segni degli ultimi tempi: e la risposta è nota come il “discorso escatologico” del Signore, che insegna come ci si deve preparare alla venuta del Figlio dell’Uomo "con grande potenza e gloria" (Marco 13). Infine, il nome di Andrea compare nel primo capitolo degli Atti con quelli degli altri apostoli diretti a Gerusalemme dopo l’Ascensione.
Il protagonista invisibile, sempre presente ma in secondo piano. L'operaio della bibbia. Mi sta simpatico, come personaggio, sissì.
E poi la Scrittura non dice altro di lui, mentre ne parlano alcuni testi apocrifi, ossia non canonici. Uno di questi, del II secolo, pubblicato nel 1740 da L.A. Muratori, afferma che Andrea ha incoraggiato Giovanni a scrivere il suo Vangelo. E un testo copto contiene questa benedizione di Gesù ad Andrea: "Tu sarai una colonna di luce nel mio regno, in Gerusalemme, la mia città prediletta. Amen".
Niente da dire, mi piace sempre di piu'. Sta dietro, nell'ombra, in silenzio e senza prendersi meriti [non dico senza volerne] fa il suo mestiere. Fa la sua parte di lavoro, e senza doverlo gridare ai media pastorali sa di essere dala parte giusta. sa di essere uno dei buoni e anche se spinge Giovanni a scrivere il suo delirio psichedelico non chiede altro ce la sua piccola parte nel tutto.
[...]E qui subisce il martirio per crocifissione: appeso con funi a testa in giù, secondo una tradizione, a una croce in forma di X; quella detta poi “croce di Sant’Andrea”. Questo accade intorno all’anno 60, un 30 novembre

E qui la grande innovazione: la Croce di Sant'Andrea. Pensate a tutti qesti treni, in mezzo al deserto del medio oriente, tra bombe e soldati romani, che ti attraversavano la strada così, dibotto, senza che tu non ne sapessi nulla.
Sant'Andrea apostolo, idolo della sicurezza stradale di tutti i tempi

Etimologia: Andrea = virile, gagliardo, dal greco

22 novembre 2006

O_o'

18 novembre 2006

I servi

" gli uomini in una grande posizione sono tre volte servi: servi dello Stato (1); servi della fama; e servi degli affari: cosi' che non hanno liberta' ne' nelle loro persone, ne' nelle loro azioni, ne' nel loro tempo. E' uno strano desiderio cercare il potere e perdere la liberta', o cercare il potere sugli altri e perdere potere su se stessi "

Francesco Bacone, Saggi

(1) Bacone scrive "servi del sovrano o Stato"


Ps: sempre dalla collezione di sabbia

08 novembre 2006

Riporto parole non mie

Dal blog Collezione di Sabbia che a sua volta cita un'osservazione di Kurt Vonnegut:


«Per qualche motivo, i cristiani che alzano di più la voce non citano mai il discorso delle beatitudini. Ma, spesso con le lacrime agli occhi, pretendono che i Dieci Comandamenti vengano affissi negli edifici pubblici. E chiaramente quelle sono parole di Mosè, non di Gesù. Non ne ho mai sentito neanche uno chiedere che il Discorso della Montagna, quello delle beatitudini, venga affisso da qualche parte. "Beati siano i misericordiosi" in un'aula di tribunale? "Beati gli operatori di pace" al Pentagono? Ma per favore!»


ora da bvravi bimbi citiamo la Bibbia

Vedendo le folle Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola li ammaestrava dicendo:
«Beati i poveri in spirito perché di essi è il Regno dei Cieli.
Beati gli afflitti perché saranno consolati.
Beati i miti perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli; così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi»

E ora il mio pensiero va a certe persone che non leggeranno mai tutto questo, e anche nel caso non capirebbero.
Ma che ci vogliamo fare?

[pero' un "Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli" in questura ci starebbe da Dio...]

03 settembre 2006

INDICAZIONI STRADALI SPARSE PER TERRA

era un anno fertile per il grano come mai in passato, era tutto in abbondanza… quelli che erano malati cronici e che tanto desideravano la morte, consegnarono finalmente con un sorriso l’anima a dio.

nei giorni dei grandi temporali il cielo era rosso. la pioggia portava con sé la polvere dei deserti d’oltre mare. i vecchi dissero: ci sarà la guerra!
nessuno prestò credito alle loro parole. e nessuno fece nulla. giacché, cosa si poteva fare contro la profezia! solo cantammo per intere giornate, fino a restare senza voce, per poter consumare tutte le vecchie canzoni, perché non ne restasse nessuna che venisse sporcata dal tempo.

1. quando intravedono il primo cadavere per la strada, le persone voltano la testa, vomitano e perdono i sensi. senti il tremore per primo nelle ginocchia, poi ti manca l’aria, ti gira la testa. sono di aiuto in questi casi l’acqua fredda, leggeri schiaffi. se lo svenuto non rinviene, sdraialo sulla schiena e sollevagli le gambe in aria. se il cadavere di quel giorno era un suo parente o comunque un vicino, non permettergli di avvicinarsi e di guardarlo. le ferite causate dalle granate sono in genere causa di un nuovo svenimento. e non si ha tanto tempo a disposizione. è raccomandabile piangere, fa bene al cuore. ma neppure per questo c’è tanto tempo a disposizione.

2. se la città è in stato d’assedio, occorre mandare i più coraggiosi a tentare di portare i sacchi di plastica opachi per i cadaveri. se questi non tornano, bisogna avvolgere i morti in lenzuoli bianchi. non è raccomandabile seppellirli senza. ciò fa diffondere il panico e la paura della morte diventa facilmente la paura di finire sepolti allo stesso modo.

3. la sepoltura si svolge di notte, per motivi di sicurezza. perciò, prima della sepoltura, bisogna accertarsi per bene dell’identità del defunto. nel caso di corpi dilaniati, bisogna stabilire con precisione i pezzi che appartengono a ciascun corpo. se si verificano ugualmente degli errori, è meglio evitare di ammetterlo successivamente. tanto per i morti è lo stesso. se vicino alla persona che è stata sepolta, sul posto dell’uccisione, si trovano altre parti di corpo, e si è però già provveduto alla sepoltura, non bisogna gettare i resti nella spazzatura, poiché lì in genere si radunano i cani affamati. la cosa migliore, se si ha tempo e voglia, è di raccogliere in un sacchetto tutto quello che è rimasto e di seppellirlo in superficie vicino alla tomba. bisogna stare attenti che non se ne accorgano i familiari, perché loro concepiscono il cadavere come un tutt’uno e tale frammentazione rappresenterebbe per loro una ulteriore dolorosa frustrazione.

4. in guerra nessuno è matto. o almeno ciò non si può asserire nei confronti di nessuno. molti di quelli che erano matti prima della guerra, in guerra si mettono in mostra molto bene. come combattenti coraggiosi, convinti delle idee dei loro capi.

5. in guerra nessuno è intelligente. non devi credere alla verità di nessuno. le lunghe disquisizioni sull’insensatezza della guerra del professore di una volta, in un batter d’occhio si trasformano in un selvaggio grido di guerra, appena egli viene a conoscenza del fatto che il suo bambino gli è morto per la strada.

6. non ricordarti di nulla. prova a dormire senza sonno. devi ornarti di amuleti e abbi fede nel fatto che ti aiuteranno. abbi fede in qualsiasi segno. ascolta attentamente il tuo ventre. agisci secondo le tue sensazioni. se pensi che non bisogna camminare per quella strada, allora vai per un’altra.

7. non avere paura di niente. la paura genera nuova paura. ti blocca. devi credere fermamente di essere stato prescelto a restare vivo.

8. non lasciare lavori compiuti a metà. salda i debiti. devi essere pulito. non fare nuove amicizie. già con quelle vecchie avrai abbastanza preoccupazioni.

9. proteggi i ricordi, le fotografie, le prove scritte del fatto che sei esistito. se tutto brucia, se perdi tutto, se ti prendono tutto… dovrai dimostrare anche a te stesso che una volta eri. ammassa tutto nei sacchi di plastica, seppellisci nella terra, mura nelle pareti, nascondi, e solo ai tuoi più cari svela la mappa per raggiungere il tesoro.

10. non ti legare alle cose, alla terra, ai muri, alle case, ai gioielli, alle automobili, agli oggetti d’arte, alle biblioteche… trasforma in denaro tutto ciò che ha ancora un prezzo. e tuttavia, non legarti in alcun modo al denaro. appena puoi scambialo con la tua libertà.

11. adoperati per il bene delle persone. sempre. il più delle volte non lo meritano, ma tu fallo ugualmente. non aspettarti alcuna riconoscenza. non chiedere per chi fai il bene. non legarti alle tue azioni.

12. non dire ciò che pensi. non essere così stupido a tal punto. perché appena pensi non appartieni più a loro. non tacere, perché non possano pensare che pensi a qualcosa. parla, così, giusto per parlare.

13. se ti imbatti nel pericolo, non essere coraggioso, anche spinto dalla disperazione. tenta di sopravvivere. fai tutto quanto è nelle tue possibilità. soltanto devi stare attento a non mettere altri in pericolo con i tuoi tentativi. finché non sei morto sei vivo. sembra comprensibile. non togliertelo mai dalla testa. se devi sacrificarti, fallo per le persone cui vuoi bene, non farlo mai, in nessun modo, per delle idee. il tuo sacrificio verrà giudicato dagli altri sempre in maniera scorretta, a seconda della loro coscienza e della loro prospettiva. le idee passeranno, si rovineranno, diventeranno comiche. se resti vivo, vedrai quanto sarà difficile continuare a credere in loro.

14. non supplicare per nessun motivo. non supplicare nessuno. neanche se c’è di mezzo la vita. è una questione di buon gusto. pensa solo cosa vuol dire vivere sullo stesso pianeta con una persona che ti ha risparmiato la vita.

15. non devi metterti a capo di nessuno. per nessuna ragione. quando ti volti a cercare aiuto, dietro a te non ci sarà nessuno. non fare affidamento su nessuno, ma non sottrarti al fatto che quelli che ami fanno affidamento su di te. questo è salutare anche per te. devi sapere: perché? gli obiettivi non devono essere grandi, in nessun modo di carattere generale. conoscevo una persona che per tutto il tempo ha desiderato di bere una birra. è vero: non ci è riuscito, ma era splendido vivere desiderandolo.

16. non devi stupirti di nulla. di ogni possibile prodigio. non devi farti deprimere da nessuna cosa. anche prima erano tutti fatti così, solo che le condizioni erano diverse da quelle di adesso. questa è la prima occasione per mettersi alla prova. così tanti sono delusi da se stessi che in confronto la tua delusione è un nonnulla. e se qualcuno ti tradisce una volta, non lasciargli la possibilità di farlo un’altra volta.

17. cerca di essere sempre prudente. se hai bisogno di una buca in cui ripararti, scavatela da solo. se qualcun altro lo fa per te, la buca potrebbe rivelarsi troppo piccola.

18. non hai il diritto di adirarti con nessuno. e tuttavia, non devi dimenticare nulla. quando tutto è finito, decidi di cosa non vuoi più ricordarti. se tutto è passato. non dimenticare gli esami che alcuni non hanno superato.

19. e però non fondarti su questo. non aspettare l’occasione per poterti rivalere. la vendetta ti deve essere estranea. una questione che appartiene ad altri. se sopravvivi, vivi per te e quelli che sono sopravvissuti insieme a te.

20. e ancora, non immaginare mai di essere il signore della verità. nessuno lo é. a te è sembrata in questo modo. a un altro è sembrata diversamente. mantieni per te il pezzetto della tua verità. servirà soltanto a te. rinuncia al diritto di scrivere la storia dell’assedio. non contrapporti ai nomi di quei morti che sono stati scelti come eroi. non sperare di riuscire a mettere a posto qualcosa, neanche una ingiustizia rimasta in sospeso. in quel momento, quando hai intravisto il primo cadavere sulla strada, la storia del dopoguerra era già stata scritta. poi ci metteranno solo i nomi delle persone, delle città, delle montagne, i baluardi che si sono gloriosamente difesi e i baluardi che sono gloriosamente caduti. non c’è posto qui per la tua verità.

ora che sai tutto questo, prova a proteggere te stesso e forse a salvarti la testa. se non ti riesce, almeno non ti annoierai.

Nezdad Maksumic (poeta bosniaco e regista del Lik Teatar)
Trad. Igor Pellicciari 1995

Io l'ho trovata qui, questa versione. La migliore traduzione che ho trovato oggi IMO

Da dove venga tutto questo, e perché io lo stia proponendo qui, è un altro discorso.
Se avete letto sapete gia' tutto.

30 luglio 2006

Una tomba decorosa per Antonio Pizzuto

Perdendo tempo per la rete trovo modo di accrescere il mio sapere e di vergognarmi per l'umana condizione.

http://letturalenta.net/2006/07/una-tomba-decorosa-per-antonio-pizzuto/

Non so chi sia questo Pizzuto. Me ne vergogno ma non so chi sia.
Pare che fosse uno scrittore, ma questo non gli ha portato gloria o onori eccessivi mi pare.
La figlia prova a garantire ai resti del padre e alla sua memoria una fine diversa da quella di tutti. Chissa' se si rende conto che vuole togliere l'ultima cosa che di umano rimane ad un uomo morto da 30 anni.

E dopo aver ragionato dei massimi sistemi, wiki e vediamo chi è 'sto morto che mi toglie il sonno.

http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Pizzuto

"[...] ed è ritenuto uno dei maggiori scrittori italiani del secondo dopoguerra"

E io non l'ho mai sentito.

25 giugno 2006

Pasolini ovvero uno che aveva capito un po' di cose

Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è tale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione?

http://www.pasolini.net/ideologia_ppp_e_fascismo.htm
BW FixSim_112007